L’Italia ripudia sempre la guerra!

” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. ” 

dall’Art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana

Non servirebbe altra parola; e invece, leggendo i quotidiani, tra le notizie leggo titoli come:

Pinotti: «Bombe italiane sull’Isis?Valuterà il Parlamento» L’intervista
Mattarella: «Collaborazione di tutti» (Corriede della Sera)

Intervento anti-Is in Iraq, Pinotti: “Si valutano nuovi e ulteriori ruoli per nostri aerei” (Repubblica)

Ora l’Italia bombarderà l’Isis?
Pinotti: “Valutare nuovi ruoli”
 (Il Giornale)

Il segretario Usa alla Difesa: «Più Tornado italiani contro l’Isis» (Il Sole 24 ORE)

Mi sembra uno scherzo, o un mezzo incubo; non ci credo; allora faccio una breve ricerca consultando anche le Agenzie di Stampa, ovvero i primi Enti Nazionali incaricati a battere notizia…

L’ANSA…

Isis: bombardamenti dei caccia italiani in Iraq “solo ipotesi”

Pinotti: ‘Eventuale decisione con alleati e dopo vaglio Parlamento’

Adnkronos…

Iraq, Pinotti: “Si valutano nuovi ruoli per i nostri aerei”

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In momenti come quello odierno, in cui la situazione della stabilità globale – già critica per i numerosissimi conflitti in molte parti del mondo – rischia di essere messa in crisi ulteriormente da pericoli di tipo terrosristico, come l’attuale estremismo ultranazionalistico — che nulla ha di religioso — facente capo al sedicente “isis” o “is”, che sia, è necessaria come non mai la Pace e, soprattutto, la non-belligeranza armata.

Un possibile modo per fronteggiare il problema in Medio Oriente potrebbe essere a mio avviso un notevole potenziamento degli Strumenti di Polizia e delle Forze Armate su tutto il Territorio Nazionale: una politica economica senza dubbio migliore e in ogni caso maggiormente vincente di una mossa pseudostrategica e altamente rischiosa. Una decisione volta ad un ulteriore rinforzamento a livello Interno, infatti, per una Nazione a Costituzione Pacifica come l’Italia non solo è d’uopo, ma anzi anche d’obbligo!

E per evitare gli errori del passato storico, e per dimostrare la superiorità della Pacificità: un atteggiamento, e anzi di più: un comportamento volto alla salvaguardia del Territorio Interno e al sostegno delle situazioni estere bisognose di sostegni e aiuti senza bisogno di intervenire a livello militare, evitando quindi pericoli di ogni sorta, sia strategicamente che diplomaticamente.

È la mia ammirazione per Le Forze dell’Ordine e Le Forze Armate ad indurmi a pensare all’Articolo 11: una Legge Inviolabile che deve essere difesa dalle Medesime e mostrata al mondo come un plus ed un modus operandi che moltre altre Nazioni purtroppo non riconoscono o comunque non contengono fra i Principi Fondamentali della propria Costituzione.

Una riflessione parallela, al medesimo livello, deve andare anche alle Popolazioni colpite direttamente dalla guerra in corso: alle Culture e alle Religioni attaccate, sfregiate e sfruttate dall’isis, che ancora sembra avere nelle mani armi e liberi gli artigli per uccidere e distruggere qualsiasi Persona, Libero Pensiero, Monumento delle Culture che considera come da distruggere ed eliminare.

È necessario evitare dunque qualsiasi ulteriore spargimento di sangue: ogni vita per l’Italia va salvaguardata: l’Italia ripudia anche la pena di morte

L’articolo 27 della Costituzione stabilisce ora che “non è ammessa la pena di morte”, dal momento che è stata cancellata la frase successiva: “se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”.

Il Protocollo 13 alla Convenzione Europea sui Diritti Umani e le Libertà Fondamentali prevede il bando della pena capitale in qualsiasi circostanza, compresi i crimini commessi in tempo di guerra o di minacce imminenti di guerra. Il Consiglio d’Europa lo ha adottato nel febbraio 2002, escludendo la possibilità di deroghe o riserve, e l’Italia lo ha firmato il 3 maggio dello stesso anno. Il Protocollo 13 è in vigore dal 1 luglio 2003 e, ad oggi, è stato ratificato da 39 Stati.

fonte: Amnesty International

Anche questo primato umanitario tutto Italiano, sin dai tempi del Beccaria, impone all’Italia un comportamento non violento e solamente di Azione di Giustizia Pacifica e Umana, in osservanza e tutela del Diritto Internazionale.

Per la Pace, non la guerra.

G. C.

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