A Verona continua il tour di Tamara De Lempicka

Dal 20 settembre di quest’anno, fino a domenica 31 gennaio 2016 presso l’Arena Museo Opera (AMO) di Verona, è in corso la mostra dedicata a Tamara De Lempicka, organizzata con il patrocinio del Comune di Verona ed il sostegno della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province allineate di Verona, Rovigo e Vicenza. La produzione e l’organizzazione sono state realizzate dal gruppo Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.

La novità di questa nuova esposizione, dopo quella torinese della scorsa stagione, sta nell’aggiunta, all’esposizione pittorica, di una sezione musicale, a proposito chiamata “seduzioni in musica”.

L’originalità di questo nuovo accostamento, motivata dall’importante presenza e dell’Arena, e forse anche del prestigioso Conservatorio, donano all’antica tradizione musicale veronese un ulteriore valore aggiunto, un’ illustre cornice al progetto espositivo della città scaligera.

Con lo stesso biglietto della mostra si ha accesso anche al Museo della Lirica della Fondazione Arena, in allestimento permanente al terzo piano. Contenente libretti, costumi e disegni degli stessi, progettazioni e scenografie d’epoca che hanno fatto la storia del teatro lirico veronese a cielo aperto, ogni anno accogliente centinaia di migliaia di visitatori.

Verona è da sempre stata un’importante parabola musicale, attorno e dentro la quale hanno ruotato e ruotano artisti virtuosi, quali ad esempio il trovatore Pevie de la Caravana, il violoncellista e compositore Dell’Abaco (dal quale ha preso poi nome la sede conservatoriale) il trombonista Bartolomeo Tromboncino, i violinisti Torelli, Zanatti e Dal Barba, i direttori d’orchestra Pedrotti e Facio, fino al tenore ed impresario teatrale che trasformò l’antico circo romano – l’Arena – in Teatro d’Opera quale oggi è.

Ma gli autori che meglio si ricollegano alla vita e all’Opera di Tamara sono ovviamente altri: la sua era l’epoca della tormenta degli Anni Trenta, dai quali esplodono i movimenti musicali futuristici eredi della tradizione di Luigi Russolo; sono gli anni in cui vive Stravinsky; sopravvive fino al tramonto dell’occupazione nazista Debussy; Puccini è il più sentimentale Maestro dell’Opera Moderna, acme di quell’Opera che poi emigrerà, esportata negli USA con Toscanini, all’epoca ancora in Europa…

La musica è stata insomma nella vita di Tamara compagna d’ arte e maestra di gusto.

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La particolarità dell’artista russa, emigrata – fuggita dalla propria patria in seguito alle persecuzioni antizariste e antiborghesi della nuova nascente Unione Sovietica, sta non solo in un messaggio “sopra le righe” dell’epoca di massimo splendore della Parigi di prima metà Novecento: quella appunto dell’Art Dèco. Dalla capitale artistica mondiale Tamara intrattiene e tesse una fittissima trama di rapporti con la migliore società artistica del tempo, ed è proprio da queste sue conoscenze dalla grande diversità e varietà che trarrà la linfa del suo creare artistico: eclettico e sensuale.

L’internazionalità della pittrice ne faranno l’icona femminile della sua Epoca, con una doppia rivoluzione: emancipativa in entrambi i sensi, e per la femminilità dell’artista omosessuale, e per l’atteggiamento moderno e innovativo di un’arte eclettica, capace di fondere non solo stili, ma anche eredità e gusti artistici della storia della storia della pittura e del disegno distanti sia cronologicamente che a livello tematico l’uno dall’altro.

Un particolare che ho notato, è che all’epoca della personale di Milano del 1925 – alla quale fra gli altri partecipò anche Carlo Carrà, il quale apprezzò la sua opera Prospettiva (Le due amiche) – Tamara cambia firma, passando da De Lempicka a DE LEMPITZKY e le falangi delle mani che raffigura si fanno sempre più spigolose, in linea forse con la corrente futuristica che faceva della sezionatura di queste forme quasi un paradigma.

Gli Anni Trenta sono poi gli anni della moda, e la De Lempicka raffigurerà infatti i vestiti delle più lussuose case di sartoria del mondo a lei contemporaneo, sempre ruotanti attorno alla capitale francese.

Da Macy’s a Blance Lebouvier e Agnes Drecoll fino a Madame Perrot, dal ’31 al ’32 tamara veste le sue modelle dei più bei capi di abbigliamento che una donna potesse sognare.

Oltre all’esposizione da pinacoteca, in fine, la mostra è arricchita anche da un ampio e seducente suivant di vestiti di alcune case di moda.

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La mostra è allestita al secondo piano nobile di palazzo Forti di via Massalogno 7, a due passi da Santa Anastasia e vicinissimo a Piazza Erbe.

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