Termina CONFINI E CONFLITTI: la Mostra di Tappeti di guerra a Rovereto

Oggi, domenica 11 ottobre 2015 si è conclusa la mostra di Tappeti di guerra afghani CONFINI E CONFLITTI / Borders and battles visioni del potere nel tappeto figurato orientale allestita presso il museo di Palazzo Alberti – Poja di Rovereto, il bel palazzo settecentesco antistante il MArt, Museo di Arte contemporanea fra i più quotati a livello nazionale.

L’allestimento, al primo piano nobile del palazzo, è stata promossa e prodotta dalla Fondazione Sergio Poggianella, dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento; proposta in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, la Giornata Internazionale della Pace – Onu e l’Archivio Aldo Mondino.
Su ideazione curatela di Sergio Poggianella e per mezzo della direzione scientifica di Elena Dai Prà, è stata realizzata con il patrocinio morale di: Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, AGeI Associazione Geografi Italiani, AIC Associazione Italiana Cartografia, AIIG Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, CISGE Centro Internazionale di Studi Storico-Geografici, Società Geografica Italiana, Società di Studi Geografici, IPRASE Istituto per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa, Società Museo Civico.

La fitta trama di tappeti si “intreccia” perfettamente con le architetture del palazzo, tanto da arricchirlo di un contenuto insieme morale e spirituale: il messaggio di Pace che si è voluto trasmettere con la mostra è stato inserito in uno dei centri strategici italiani riguardanti l’ars bellica. Poco distante dal ricchissimo Museo della Guerra infatti, Palazzo Alberti – Poia ha nuovamente manifestato il suo forte carattere di locus amoenus, ospitante permanentemente anche una esposizione della Collezione Carlo Fait.

L’eleganza del palazzo appartenuto al conte Francesco Alberti Poja e alla baronessa Eleonora Piomarta – avviato alle costruzioni sin dal 1778, sull’allora Corso Nuovo Grande (attuale Angelo Bettini, n. 41), ampio viale settecentesco che collegava l’antico borgo medievale in direzione di Trento, fungendo da cardo diretionalis. Seguito nei cantieri dall’ architetto Ambrogio Rosmini con estrema celerità costruttiva, già nel 1779 fu presto avviato l’abbellimento interno con decorazioni a stucco e dipinte.

La cappella interna risale al 1782. Per mezzo della scala, ornata da raffinati stucchi settecenteschi, si può accedere al piano nobile, conservante alcuni affreschi compiuti su esecuzione di Marco Marcola (Verona 1740-1793) aiutato dal fratello Francesco per quanto riguarda le quadrature illusionistiche. In coronamento, sul soffitto del salone centrale è affrescato il racconto del Giudizio di Paride.

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La mostra – collocata in una data speciale, il 2015, anno in cui cade appunto il centenario della Prima guerra mondiale – ha come scopo fondamentale quello di porre l’attenzione sul tema della guerra. Non solo un tema, la guerra infatti è stata nello specifico caso del Popolo Afghano un triste e tragico tópos che ha accompagnato in una lunghissima serie di vicende poco felici la storia millenaria di una nazione occupata dall’URSS prima, dalle truppe NATO per la missione Enduring Freedom, e minacciata oggi anche dallo stato terroristico autonominatosi “IS”.

Nel Testo Sacro dell’Islam, il Corano, sta scritto:

“Allah ha disposto per voi la terra come un tappeto”

Si potrebbe quasi dire che una “parte di terra” e di storia afghane sono state portate fino a Rovereto, in un luogo della giusta dignità per ospitare un’esposizione simile.

Gli artisti, tutti contemporanei, hanno raffigurato planisferi, ritratti, paesaggi e scene di guerra del Territorio Afghano attraversando un percorso storico-figurativo di pregio che ne illustra le vicende, criticandone i sistemi di potere e mettendo a fuoco le crudeltà delle dittaure e dei regimi autoritari e fondamentalisti sia con ironia sottile e intelligente, che con un chiaro messaggio di denuncia critica e costruttiva.

L’Afghanistan può e deve risorgere come tutte le Nazioni Libere Euguali e Sorelle del Medio Oriente, e recuperare al massimo la dignità ed il giusto rilievo che merita fino a risalire dall’epoca in cui, fra il Tigri e l’Eufrate, la Mesopotamia Antica si presentava all’Uomo come culla delle Civiltà, contaminante oriente e occidente, nord e sud.

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FONDAZIONE SERGIO POGGIANELLA

http://www.fondazionesergiopoggianella.org

MICAELA SPOSITO

direzione info@fondazionesergiopoggianella.org + 39 0464 425668

DIPARTIMENTO DI LETTERE E FILOSOFIA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI TRENTO

web.unitn.it/lettere

PROF.SSA ELENA DAI PRA’

CATTEDRA DI GEOGRAFIA elena.daipra@unitn.it
+ 39 0461 281141

PROGETTO E CATALOGO

Fondazione Sergio Poggianella
FSP Edizioni
Salita Valbuson 3B, Rovereto (Tn)

www.fondazionesergiopoggianella.org
info@fondazionesergiopoggianella.org

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