L’Aja processerà l’isis per crimini contro il Patrimonio Culturale dell’Umanità

Il difficile momento che stiamo vivendo rappresenta un caso importantissimo nella Storia della difesa del Patrimonio Culturale.

Dopo l’ultimo conflitto mondiale, una situazione notevolmente più complessa mette a dura prova la memoria culturale del mondo intero. Le Nazioni di questo secolo XXI si vedono infatti minacciate da un nemico comune, che ha dichiarato espressamente di voler attaccare la cultura dei popoli, non solo europei.

In seguito ai numerosi disastri provocati dal terrorismo, la Corte dell’Aja si è trovata infatti per la prima volta necessitata a dover costituire un capo d’imputazione per crimini di guerra a danno di monumenti patrimonio dell’Umanità.

Il criminale, Ahmad Al Faqih Al Mahdi, il famigerato terrorista dell’isis, meglio noto sotto il nome di “Abu Tourab”, è responsabile della distruzione di nove tra moschee e mausolei situati a Timbuktù (Mali), la bellissima Città dei Trentatré Santi, antica capitale di uno dei quattro sultanati riconosciuti come “veri” dallo stesso Islam e proposta dall’UNESCO fra le Sette Meraviglie moderne.

Già nel giugno dell’anno 2012 un gruppo di criminali collegati alla cellula jihadista di Al-Quaeda distrusse quindici dei mausolei situati nella zona nord dell’antica città, importanti testimonianze dell’epoca d’oro di Timbuktù, centro di una cultura non solo artistica, ma anche economica, intellettuale e spirituale, sviluppatasi  durante i secoli XV e XVI.

Al Mahdi è sotto custodia dal 26 settembre presso l’Aja, e verrà sottoposto a processo per crimini contro l’Umanità dalla Corte Penale Internazionale: Organismo speciale, già rafforzato in seguito al Trattato di Roma del 1998, ed entrato in funzione ufficialmente dal I luglio 2002.

Durante la prima udienza, fissata in data 18 gennaio 2016, con la conferma delle accuse inizierà il processo, fino alla formulazione del verdetto penale.

Questo processo rappresenta, purtroppo, la prima necessaria azione giudiziaria contro i terroristi che hanno attentato non solo alle vite di migliaia di persone, ma hanno anche colpito la MEMORIA e il Patrimonio Storico-Artistico dei Popoli, fra i quali è coinvolto anche quello islamico, con la sua civiltà plurisecolare costantemente minacciata dall’isis.

È dunque importante prendere atto di come la situazione odierna sia criticissima, e mai come in questo caso minacciata da azioni folli come se ne erano finora registrate nei periodi peggiori della storia.

Si tratta di un pericolo che il mondo intero ha il dovere di fermare, unendo le forze e agendo nel minor tempo possibile; anche per questo motivo le Nazioni devono organizzarsi per una strategia comunemente efficace e risolutiva, che vada corroborandosi in quanto “patto interculturale” per il futuro.

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