L’attesa

In una notte

Tutto fu in un’attesa,

e un alito di vento scosse il velo del tempio
come in un presagio gonfio di silenzio
nel grembo del Mistero.
Un volto siderale acceso di pupille stelle
sopra la sassosa sterpaglia dove il sandalo
percuote la via, il rio singhiozza, la vita scorre;

trascina con sé nel segno mistico la facella pellegrina
giunta dagli abissi, a disegnarsi sopra case rozze,
sopra valli dove le pecore e l’uomo s’abbarbicano
nel giogo del vivere e del morire, nell’ovile del Creato.
Come non credere che tutto il coro celeste
non fosse a quest’ora nel perfetto accordo,
a pizzicare sulle corde la musica delle sfere?

E tutto fu in una voce,

né il belato degli armenti fu più belato,
né i corni dei pastori lamentarono le fatiche
ma respiri angelici si mischiarono a parole umane,
la polvere e la sabbia a un più sottile salmodiare;

né il vento fu più il vento
ma in ogni erba un sospiro, in ogni ragnatela
una gemma di rugiada, facendo specchio al mondo,
in attesa, che avvenisse.

E tutto fu in una luce.

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