Nautilus

Gli elementi del complesso universale in cui viviamo si trovano ovunque in rapporto fra loro; questo rapporto lo possiamo chiamare proporzione. Il primo chiaro esempio da cui l’uomo ne ha compreso l’esistenza è la Natura: da qui, attraverso la riproduzione dell’oggetto naturale (il termine greco mimesis riassume perfettamente questo concetto), l’uomo ha trovato quell’armonia insita in ogni pietra, pianta, animale e nel suo stesso corpo.
La proporzione è ciò che lega le singole parti di un’opera fra di loro. Lo studio matematico di essa interessò l’uomo fin da prima che sapesse rappresentarne le parti in forma astratta. Ciò lo portò a creare, seguendo criteri di proporzionalità, opere che spaziano dall’architettura, come la Grande piramide o le chiese medievali, alla scultura, come Fidia o Policleto, mentre in pittura sono celebri gli esempi di Leonardo da Vinci e Mondrian, e per quanto riguarda la musica -in cui Pitagora stesso aveva ritrovato proporzioni e armonie a livello melodico e ritmico- Stradivari, Debussy o Mozart.
Nella modernità l’uomo ha indagato le proporzioni universali non solo per quanto riguarda il suo vivere “pubblico”, ma anche nella sua intima quotidianità. L’esempio eccelso della ricerca verso questa direzione è lo studio di Le Corbusier che, unendo l’ideale di funzionalità, sviluppatosi all’inizio del XX secolo, al concetto di armonia, in continuità con la tradizione a partire da Vitruvio, ha creato il Modulor: un sistema di proporzioni che ritrova nell’uomo stesso il paradigma dei rapporti con cui devono essere costruiti gli edifici. In tal modo gli spazi creati “a misura d’uomo” influenzano armoniosamente la sua percezione inconscia.
Così, come per Platone, quello di proporzione, è uno studio di come elementi e modelli sono dipendenti gli uni dagli altri attraverso le discipline. È lo studio di come noi, come esseri umani, percepiamo quegli schemi attraverso i nostri sensi, così come attraverso la nostra intuizione. Diventa perciò un’esplorazione di come le proporzioni universali guidano la nostra comprensione dell’esistente e del movimento armonico e dinamico tra ordine e caos. La molteplicità trova un’unità prima sul livello teorico, poi, praticamente, riverbera nella creazione umana, impercettibile, ma costantemente presente.
Nomen Nescio

 

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