Occhi miei belli, mentre ch’ i’ vi miro, per dolcezza inefabil ch’io ne sento,

vola, come falcon c’ ha seco il vento,

la memoria da me d’ogni martìro;
e tosto che da voi le luci giro,

amaricato resto in tal tormento

che, s’ ebbi mai piacer, non lo ramento:

ne va il ricordo col primier sospiro.
Non sarei di vedervi già sì vago

s’ io sentissi giovar, come la vista,

l’aver di voi nel cor sempre l’imago.
Invidia è ben se ‘l guardar mio vi attrista;

e tanto più che quello ond’ io m’ appago

nulla a voi perde, ed a me tanto acquista.

 

Ludovico Ariosto (1474-1533) nel celebre ritratto a olio su tela (81,2×66,3 cm) di Tiziano Vecellio, 1510 circa, National Gallery, Londra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...