A Giacomo, nel suo XXIII genetliaco

All’amico sì caro, o versi, andate,
di Giano il vento porti seco carte
fino alla soglia sua, rammemorate
la terra ove i poeti han partia, ove arte.

Nei secoli vi son peregrinate
l’ombre dei vati, di Venere e Marte,
rifugiar sé a quelle sponde declamate
dove ora il seme ritrova sua parte.

Brevi ancor gli anni suoi, eppur sì densi
cantate o liete muse, o acerbe cetre:
che siano gli ozi fertili, i dì colmi,

dei dardi divi sian piene faretre,
di ardore sapienziale bruci incensi
l’aura là ove le viti intreccian gli olmi.

 

P. V. X – I – MMXVII

 

 

saturno-palazzo-vecchio

One thought on “A Giacomo, nel suo XXIII genetliaco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...