Nati sotto Saturno

Oggi è il 10 gennaio e compio ventitré anni.

Senza infamia e senza lode, sacrificando ogni discorso augurale, il quale lascio però come per sottinteso, Vi dedico questa veloce recensione di un libro che mi è piaciuto assai. Ne coniglio vivacemente la lettura a tutti coloro che di natura sono caratterialmente saturnini, ma anche a chi è totalmente estraneo alle nostre psicologie, a chi non ha spirito artistico o anche solamente creativo, a chi insomma, vuoi per la troppo rigorosa razionalità o per i piedi altrettanto ben saldati a terra, non si perde mai a pensare, dando sfogo a quella che credo essere una delle migliori qualità che possiamo sviluppare: la fantasia.

Il libro in questione si chiama Nati sotto Saturno. Uscito nel 1963 ed edito a partire dal 1968 per Einaudi, si tratta di un saggio di storia dell’arte, un’indagine fra le figure di vari artisti di epoca classica, medioevale e moderna, condotta da Rudolf e Margot, i coniugi Wittkover che tanto hanno animato l’Istituto Warburg di Londra durante il secolo scorso con contributi fondamentali per quanto riguarda la critica e la letteratura artistica.

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I “Nati sotto Saturno” sono venuti tutti al mondo nelle fredde giornate invernali, quando si compie il solstizio d’inverno. In questi giorni il Macrocosmo, ovvero il Sole, la Luna e Saturno, si riflettono nel Microcosmo: l’uomo, e si produce quindi quel processo che nel linguaggio ermetico viene chiamato “morte e rinascita del Sé”. Qui dunque Saturno governa i segni del Capricorno e dell’Acquario, sotto i quali sono nati coloro che, forse anche per una certa, tipica dose di melanconia, hanno fatto della propria vita un’opera d’arte.

«Saturno è infatti il pianeta dei malinconici, e i filosofi del Rinascimento scoprirono che gli artisti emancipati del loro tempo mostravano le caratteristiche del temperamento saturnino: erano contemplativi, assorti, cogitabondi, solitari e creatori. La nuova immagine dell’artista alienato nasce in questo momento critico della storia. Anche quando non è nominata, l’antica divinità incombe sinistra su molte delle pagine che seguono». 

Dalla prefazione a Nati sotto Saturno

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Albrecht Dürer, Melancholia I, incisione a bulino (23,9 x 28,9 cm), 1514

Ansiosi, tristi, depressi, dall’umore variabile, sono lunatici e hanno dato tanto da lavorare alle scienze psichiatriche già ancora in tempi antichi e remoti, quando invece che di psicoterapia o di genetica si parlava di bile nera, ma anche di genialità.

Ma anche alla Storia dell’arte…

L’artista per antonomasia è infatti un “nato sotto Saturno”: dalla civiltà greca fino alla Rivoluzione francese, sono stati più d’uno e famosissimi: Mantegna, Dürer, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Rembrandt, Rubens, Velasquez. Ognuno diverso dall’altro, ma tutti venuti alla luce sotto lo stesso segno.

Un libro impegnativo, accademico, ma ben distribuito nei suoi undici capitoli e altrettante sottosezioni, che lo rendono facile da sfogliare e da consultare, anche solo per curiosità.

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