Or torni primavera a domandare

Or torni primavera a domandare
nuove foglie e linfa e nuovo inchiostro,
vieni fugace e bella, a ridestare
i sensi e il senno all’ombra di quel chiostro
dove il silenzio e la distanza al mondo
univano all’attesa mani e prece,
che or nuova squilla smuovi, vereconda
ebbra polifonia dei canti, voce
inarcata sui rami rigogliosi
di piume scosse da quel sonno ch’era
ovatta e cenere, d’un ozio al nido.
Sguardo celeste a rimirare accesi
germogli in divenir che nasce e spera
com’è quel pigolio che viene a grido,
e chiama te, fior timido ch’è audace,
primavera, o fugace.

P. V.

 

Böcklin_-_l'isola dei viviDie_Lebensinsel_-1888

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