Tempo dei papaveri

Tempo dei papaveri, sul mio cammino
fra le punte delle scarpe e le erbe alte
occhieggiano palpebre vermiglie
frammezzo il verde e il secco,
docili velluti al tocco delle dita
come macchie d’una tela emerse
nella visione, tattile e imprecisa,
a tutti i sensi intesa.

Sosto qui, immergo il naso
fra l’orlo del dicibile e il sentir sfumato
al passo e ripetuto e sparpagliato
in mille petali che imprimono gli istanti
e i millenni remoti e le chiacchiere del vento,
in questo incomprensibile ‘ora’.
Ascolto e aspiro la verità, la vanità della terra,
e l’odore d’erba e fiore rovesciato
nella vastità del campo.

Piego sulle ginocchia e strappo un papavero,
sfrego e sfarino quel sollievo fra le dita
rossa fibra che moveva in un etereo soffio.
Gli occhi chiusi, bisbiglio una preghiera.
In questo ora effuso e dolce aspetto solo
la donna di Monet.

P. V.

 

monet-pioppi-papaveri1
Claude Monet, Sous les Peupliers, 1887 (fonte StileArte)

 

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