La memoria ai posteri

DEORUM • MANIUM • IURA • SANCTA • SUNTO

È forse triste constatare che del passato si conserva talvolta solamente una vaga parvenza d’utilità più che il bello, e la memoria va sperdendosi con il tempo nei campi elisi.

Saturno sempre lentamente miete, ora per ora, gli anni del nostro vivere, l’operato, le cose, e ogni monumento che avevamo costruito nel glorioso passato, e svanendo tutto rimane vuoto di tutto. Ma vagheremo totalmente smarriti, quando permetteremo alla nostra identità di decadere nell’oblio degli inferi, verso un abisso senza luce.

«Sacrosanti siano i diritti degli dei Mani!»

Anticamente, in Roma gli antenati defunti, i Mani, erano divini: il culto dei morti era cosa normale e anzi necessaria, un diritto assolutamente irrinunciabile, per continuare la tradizione, perpetuare la memoria. Agli avi passati si doveva innanzitutto rispetto. Ragion per cui si erigono sepolcri ai propri cari: è un segno di devozione, oltre che di sentito affetto.

HOC • MONUMENTUM • HEREDEM • NON • SEQUITUR

“Le generazioni future dovranno portare a continuazione il diritto degli dei Mani, la memoria ai posteri…” Nemmeno l’erede avrebbe infatti potuto permettersi di prendere decisioni sulle sorti del sepolcro, esso era strettamente vincolato a leggi sacre e incontestabili.

Ricordo brevemente alcuni versi epigrafici dei Sepolcri:

A egregie cose il forte animo accendono
L’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella
E santa fanno al peregrin la terra
Che le ricetta.

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Firenze vista da San Miniato al monte (fonte Sailko)

Filippo Cordova fu senza dubbio uomo illustre, uno fra i tanti grandi della nostra storia italiana, anche se da molti dimenticato. Un rivoluzionario del Risorgimento, più volte nominato ministro, nemico di baroni e baronie con cui si scontrò rischiosamente per cercare di liberare la sua amata Sicilia dalla retrograda barbarie che ancora all’epoca manteneva l’isola in uno stato di terribile arretratezza, senza voglia di cambiare. La vanità, più forte della miseria, come ricordava il principe di Salina nel celebre Gattopardo.

filippo cordova

Le spoglie mortali del mio antenato riposano a Firenze, in un mausoleo fatto costruire da suo nipote Vincenzo Cordova nel cimitero di San Miniato al Monte ormai oltre la metà del settembre 1868, praticamente alle porte dell’autunno.

Oggi, da tempo, giace in disordine e miseria: la sua erma, scolpita dal Rutelli è stata collocata altrove, e anche il resto della struttura denuncia i gravi segni dell’incuria.

rmcordovaAnche a Roma, sul Pincio, un altro suo busto scruta da duecento anni i passanti… forse è ancora fra i sopravvissuti agli innumerevoli vandali che ogni tanto infestano pressoché incontrollati i più bei parchi della città eterna, rovinando senza pietà cose belle che invece dovrebbero essere magari più tutelate, curate, rispettate per l’appunto.

Per quanto riguarda Firenze, un gruppo di cittadini di Aidone, casa natale di Filippo Cordova, si sta impegnando da mesi per cercare di far fronte alla situazione di grave degrado della tomba, e si è parlato anche di trasferire le spoglie in Sicilia, fra la gente che ancora lo ricorda e ne conserva intatto il valore autentico.

Io ho voluto riportare questo esempio a me caro in una riflessione che vorrebbe poter essere rivolta ad ogni monumento, in memoria di tutti i nostri antenati.

Perciò è necessaria una presa di posizione da parte delle Istituzioni per la difesa e la tutela di tutti i monumenti.

Perché noi dobbiamo essere ulteriore garanzia per tramandare l’insegnamento dei nostri cari, affinché non siano vissuti in vano.

 

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