Il giudizio degli altri è davvero così importante?

Cari lettori,

eccoci qui: le vacanze stanno per finire, purtroppo, e quindi anche la mia attività di scrittura riprende.

Quest’oggi, vorrei parlarvi di un argomento abbastanza discusso nelle nostre relazioni quotidiane: il giudizio.

Non s’intenda tale termine nella sua accezione più generica e completa, ma nell’opinione che altre persone hanno sul nostro stile di vita, sul nostro comportamento e sulle nostre decisioni.

Quante volte ci siamo sentiti sotto l’attento sguardo di chi ci sta vicino? Quante volte abbiamo rinunciato prendere certe decisioni per paura che gli altri ci criticassero o, peggio ancora, ci rifiutassero?

Le nostre scelte devono essere prese in base a ciò che ci fa star bene e a ciò che ci procura felicità, soddisfazione e autostima.

Ciascuno di noi, quando compie una decisione, lo fa in base ad una serie di fattori che solo lui conosce e che servono per incentivarci a costruire una personalità sempre più forte e consapevole.

Di fronte a tali decisioni, dovremmo cercare di essere il più possibili rispettosi e comprensibili, del resto…

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
(Platone)

… in ciascun individuo, ci sono dei lati che nessuno può conoscere in quanto troppo personali e riservati che, se rivelati, perderebbero il loro significato e, se vogliamo, il loro fascino.

La gente d’oggi, e dispiace dirlo, spesso, non si cura di ciò che gli altri provano, in quanto viene a mancare la capacità di essere empatici verso il prossimo, perché non ci si sa “mettere nei panni degli altri” al fine di capire cosa spinge chi ci sta vicino a compiere determinate scelte.

Consapevoli di questo, spesso esprimiamo giudizi, verbali e non, che sono mirati a giudicare gli altri, ma tale azione non ci permette di cogliere la vera essenza e il vero valore di ciascuna persona. Del resto, come diceva lo psicologo Carl Rogers, “la tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione”

Proviamo a imparare a rispettare le scelte altrui e, dove possibile, a non intrometterci: questo ci permette di accrescere la nostra autostima e responsabilità, senza avere timore del giudizio di chi incontriamo nel nostro cammino.

La soluzione a tale problema, anche se in maniera scherzosa ma, a mio avviso, estremamente valida, ce la dice Charlie Chaplin:

“Vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi…”

Non permettiamoci di rinunciare a star bene con noi stessi e con le nostre ideologie. Il resto, è tutto secondario e superfluo.

Alla prossima!

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