“Ti chiedo scusa di averti messa al mondo”

« Mio padre mi disse “Ti chiedo scusa di averti messa al mondo”. Ma io ho avuto la fortuna, nella disgrazia, di vivere questa tragedia da figlia. »

Liliana Segre

 

Pochi giorni fa, la neoeletta Senatrice a vita, Liliana Segre, è stata ospite su Rai 1 a Che tempo che fa, dove ha ricordato il viaggio verso Auschwitz, usando parole molto toccanti e significative:

“Il viaggio durava una settimana con altri disgraziati. Ricordo che il treno arrivato ad Auschwitz prima si fermò: noi vedemmo un orologio grande che era sulla facciata della stazione ferroviaria vera.  Il treno proseguì, la prima era una stazione artificiale, preparata per i treni che arrivano da tutta l’Europa occupata dai nazisti. Era un enorme spiazzo pieno di neve con i binari morti e dei treni in cui nessun ferroviere si è chiesto come mai arrivassero pieni e tornassero vuoti. Lì venivamo sbattuti con una violenza inaudita giù dai vagoni. Avevano deportato dalla casa di riposo di Venezia tutti gli ospiti, tra cui una signora di 98 anni. La deportazione dei vecchi, con le sue limitazioni, le ho capite solo ora: trovarsi 8 giorni dentro quel vagoni, era difficile, era faticosa anche la discesa e venivano buttati giù dalla carrozza bestiame per poi essere uccisi. C’era una grandissima confusione, era uno di quei momenti in cui esci da te stesso e dici: ‘ma sono proprio io che sono qui?’ Un incubo: invece era tutto vero.”

Birkenau-guard-post

Liliana Segre ha raccontato che allora aveva 13 anni, “ero abbastanza consapevole di quel che accadeva, ma ero molto semplice, avevo vissuto” il tentativo di espatrio “quasi come un’avventura, ma già quella sera eravamo nella camera di sicurezza per la colpa di essere nato.”

Ed ancora…

“Avevo lottato per resistere e non cadere, a 13 anni avevo provato a farcela ma il ritorno fu una delusione terribile. Tornata a Milano ho trovato parenti, buone persone che mi volevano bene ma c’era un mondo così diverso da quello che avevo sognato, non avevo più la mia casa, nè tanti visi intorno a me, nè papà, nè i nonni. Mi sentivo vecchia pur avendo solo 16 anni, ero molto più vecchia allora di quanto non mi senta ora, che ho trovato l’amore e sono diventata nonna.”

KZ Auschwitz, Einfahrt

Liliana Segre ha affermato che il sapore della libertà è quello di una “albicocca secca” e di essere stata testimone della storia che cambiava: “L’ultimo giorno della mia prigionia, il 1 maggio 1945, avevamo visto gli ufficiali tedeschi mettersi in borghese, fuggivano, c’era un cambio di ruolo. Improvvisamente arrivò la prima camionetta americana, non sapevamo chi fossero questi fantastici soldati. Buttavano dai camion cioccolata, sigarette e ricordo una albicocca secca. Allora pesavo 32 chili: con fatica la raccolsi, era fantastica, era il sapore della libertà.”

BBCHolocaust

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« Alla fine la scelta è molto semplice, davvero: o fai di tutto per vivere… o fai di tutto per morire. »

(Stephen King, L’eterna primavera della speranza – Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, dalla raccolta Stagioni diverse)

 

Artificiosa Rota si unisce al grido della memoria per ricordare le barbarie perpetrate dai nazifascisti, così come quello di ogni genocidio e tragedia accaduta per mano dell’uomo, e si impegna a combatterle tramandando i valori dell’arte e della cultura, oltre che l’amore per la speranza.

Un pensiero riguardo ““Ti chiedo scusa di averti messa al mondo”

  1. Un bambino non sceglie e quando si trova davanti un mondo in cui è obbligato a vivere ecco che inizia la tragedia. Chi non ha potere di scelta non ha potere di vita, per questo a volte se la toglie e fa benissimo.

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