Luna, giunta da orienti odorosi
di balsamo e incenso, e ora affacci
il tondo d’alabastro sui curiosi
che col naso all’insù ti chiedon «facci
vedere il lato tuo che tien nascosi
i segreti del tempo e dei suoi saggi».
E tu tacendo, ai cieli silenziosi
seguiti andar, tu che in mille miraggi
nel deserto disseti il poeta, e versi
la coppa dolce dei suoi versi e sparti
fra sabbia e polvere la sua sapienza,
luna tremenda e fuggitiva, i persi
occhi del mondo veli e tutte le arti
semini e strappi nella tua potenza:
a noi qui stolti, al naso che rimane
lì fisso ov’eri, pur se è già domane.

P. V.

cq5dam.web.1280.1280
Donato Creti, Osservazioni Astronomiche, Luna, 1711 (Pinacoteca Vaticana)

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