Arte e Memoria per una Comunità di Cultura

Ripa-_Arte

Questione di senso (lat. sensu). 

Una bella storia può essere fatta di persone la cui massima aspirazione sia quella di esprimersi attraverso l’arte: ecco gli artisti!

In termini artificiosi, l’Arte può essere il frutto di un approfondito labor limae, fatto di meditazioni e riflessioni sulla realtà percepita dall’anima dell’essere umano pensante.        Il suo scopo, donare un oggetto alla comunità in cui vive, come elemento di testimonianza del presente, pensato per il futuro, dopo un’inevitabile riflessione sul passato conosciuto attraverso gli studi – tanti studï – : basi fondamentali per qualsiasi creazione artistica.

Tentativo emblematico di Luogo ideale, un teatro può ospitare al proprio interno diverse forme di cultura artistica. Questo ambizioso Diario in rete si propone ad un pubblico che veda nell’Arte una possibile via per il miglioramento dei Valori, delle Virtù e delle Qualità più positive e buone dell’Animo Umano, prendendo spunto dall’Idea del Theatro di Giulio Camillo Delminio.

Illustre e allo stesso tempo misterioso personaggio, egli fu tra i più interessanti protagonisti del Rinascimento italiano e globale: il Delminio infatti, come il Colonna o il Castiglione, presentava una visione complessivamente aperta della conoscenza all’interno della sua poetica: la sua visione universale della cultura delle diverse Civiltà lo portò a radunare Lettere e Arti diverse come la latina, la greca, l’ebraica (Castiglione) e anche l’araba (Colonna) in un’ architettura ideale: un’ utopia artisticamente sofisticata, un sogno forse irrealizzabile, ma che è bello anche solo immaginare per un istante, magari anche con la fantasia.

Questo luogo metafisico EUtopicamente perfetto, simile ad una magnifica “Eldorado” della conoscenza, prende come modello di riferimento la Cultura Classica, e da essa inizia il suo percorso attraverso le varie altre Culture che hanno dato forma alla storia dell’umanità, fino a oggi.

Un Teatro nel quale dialogano i vari aspetti della natura artistica, molteplice e varia, in modo creativo, collaborativo e costruttivo.

Vivendo in modo creativo e artistico, aperti alle diverse Culture, educati sulle basi di un patrimonio culturale condiviso e corroborati dalla memoria collettiva di tutte le Civiltà, si può costruire un futuro di pace e prosperità per il mondo tutto.

L’Arte si può osservare, analizzare e prendere “a soggetto”, dunque non solo “come oggetto”, preda per la cui conquista gli uomini meschini lottano al fine di aggiudicarsene solamente la vana materialità, che non è altro che la forma esteriore di un messaggio ben più profondo: una scintilla di pensiero che racchiude una parte dell’anima dell’artista il quale ha saputo cogliere lo spirito del suo tempo. Ecco perché le grandi opere d’arte devono essere visibili, osservabili, contemplabili, studiabili e infine utilizzabili da tutti: devono poter entrare nella memoria dell’uomo, illuminarne l’intelletto come sicure facelle, astri da cui si desidera trovare una posizione e magari una direzione.

Dalla preistoria, l’arte nasce con l’uomo, e viceversa; e la capacità artistica viene utilizzata dal medesimo originariamente a scopi magico-propiziatori o come simulacro della divinità. L’essere umano infatti crea simboli e sviluppa simbologie per descrivere gli elementi della natura che lo circondano, inesauribili fonti di meraviglia. Da allora, grazie all’arte, l’uomo ha potuto indagare sempre più in profondità la realtà della natura, della quale l’essere umano stesso fa parte.

Le simbologie adottate nell’ emblematica di questo diario in rete sono riprese dall’iconografia “magica” ed esoterica di Autori come Lullo, Bruno, Alciato, Delminio e altri illustri pensatori del Rinascimento italiano.

Durante il Rinascimento era opinione diffusa presso le élite intellettuali che la magia, in ogni sua forma – l’alchimia, la cabala, o altre pratiche riconducibili dalle varie scienze occulte – potesse essere utilizzata dall’Uomo per controllare la Natura e governarla, trasformandola e plasmandola a piacere. Si potrebbe dire che la Scienza moderna stessa altro non sia che la tappa evolutiva successiva e conseguente a queste ricerche e tentativi di cogliere la vera essenza dell’animo e dello spirito umani e della natura dell’universo. Basti ricordare che anche famosi scienziati, come il padre della fisica Isaac Newton, conoscevano testi di magia e praticavano di alchimia… e l’alchimia stessa non è stata forse altro se non l’antenata della chimica moderna? Fallimentare certo, come misteriosa o inesistente rimane la “magia”: concetto vago, astratto e surreale che, ci si creda o no, per secoli fu all’ordine del giorno di tribunali, comparendo su registri e indici che hanno incuriosito innumerevoli schiere di storici e scienziati dell’era contemporanea.

Il mio desiderio, la mia ispirazione sono sempre stati affascinati da figure di personaggi come Bruno o Galileo: abili disegnatori oltre che inventori: un mago-protoscienziato ed un astronomo, entrambi filosofi: mi hanno sempre ispirato un forte senso di libertà oltre che grande fascino.

L’Invenzione e poi la diffusione della stampa, così come la Rivoluzione scientifica, hanno contribuito ad una diffusione e circolazione di testi, e quindi di parole (in latino: verba) e di conoscenza (in greco: ἐπιστήμη) mai avute precedentemente nella storia dell’umanità.

Questi fenomeni rivoluzionari si sono realizzati non solo grazie all’intuizione o all’opera di genio in sé, ma grazie anche a un forte desiderio di libertà. L’uomo con la scienza e la tecnica cerca il miglioramento, così come con l’arte la perfezione, e in entrambi i casi lo guida il desiderio di libertà.

Se Leonardo Da Vinci non avesse desiderato un paio d’ali per volare, oggi non esisterebbe il velivolo! E chissà che un giorno l’uomo possa volare con delle ali vere e proprie, alato…

Chissà. Per il momento, l’umanità può e deve continuamente rinascere, e la sua evoluzione inizia dai fondamenti non obliviscevoli della Memoria delle Culture che ne hanno fatto la storia, con gli infiniti valori ed energie positive che dona l’Arte.

G. Cordova

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ARTIFICIOSA ROTA

Filologia del nome

Artificiosa”: aggettivo latino femminile singolare di I classe (artificiosus, artificiosă, artificiosum) derivante dalla parola artificium, da artĭfex che significa «artefice».

Per la traduzione in Lingua Italiana, il  Dizionario Latino Olivetti indica:

1 artistica,  fatta a regola d’arte
2 artificiale
3 (di persona) esperta, ingegnosa

Rota”: nome latino di ruota. È stata forse una delle prime invenzioni rivoluzionarie della storia dell’umanità. In questo caso, il riferimento va in primis alla rota figularis, ossia la ruota del vasaio (tornio); ma per estensione ci si può riferire a qualsiasi ruota di macchina in generale.

Il “segreto” dell’Arte sta nel creare qualcosa; e quale esempio migliore della ceramica potrebbe rappresentare la bellezza e la raffinatezza dell’ingegno umano?

Secondo il Vocabolario Treccani, ci sono ulteriori vari significati di questa parola così fortemente evocativa.

Il termine ha avuto, nel latino medievale, accezioni particolari, tra cui:

1. Segno manuale di forma circolare derivato dal signum crucis, disegnato in calce a determinati atti solenni per conferire loro un supplemento di solennità e validità […]

2. Componimento musicale in stile canonico, di cui rappresenta una delle più antiche manifestazioni (indicato anche col dim.rotula): nasce in Inghilterra agli inizî del sec. XIII quale canzone profana dotta, ed è caratterizzato dallo stilema del canone «infinito», cioè del canone la cui conclusione riavvia al principio.

Ma la scelta di questa parola fa riferimento soprattutto a un saggio del 1980 scritto dal professor Giuseppe Barbieri: L’artificiosa rota: il teatro di Giulio Camillo, in L. Puppi (ed.), Architettura e utopia nella Venezia del Cinquecento, Milano, pp. 209-218.

«[…] col suo Teatro Camillo creò una macchina ipertestuale ante litteram, enciclopedia totale e macchina noetica (e poetica) combinatoria, potenziale generatrice della biblioteca di Babele.»

Machina Spiritalis

Dalla prima volta in cui sono venuto a conoscenza della fantastica opera di Delminio, durante le lezioni di Storia dell’arte moderna, ne sono rimasto subito affascinato.

Lui, con il suo Teatro della Memoria, ambiva a raccogliere, catalogare e organizzare nella sua ingegnosa invenzione la conoscenza universale, che in epoca rinascimentale consisteva praticamente in tutto il Sapere degli Antichi.

Questo diario in rete è dunque un omaggio all’idea geniale, utopistica, magica dell’umanista Giulio Camillo.

Il motto é

ARS CAPUT ORBIS

«Senza l’arte avremmo bisogno di troppe spiegazioni.»

4 pensieri riguardo “Arte e Memoria per una Comunità di Cultura

  1. I filosofi sono in qualche modo pittori e poeti, i poeti sono pittori e filosofi, i pittori sono filosofi e poeti. Donde i veri poeti, i veri pittori e i veri filosofi si prediligono l’un con l’altro e si ammirano vicendevolmente. (Giordano Bruno da Nola)

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