Lapis Lydius

14561719607_0f26a092e8_mietra di paragone

In greco βασανίτης, è l’antico nome di una particolare varietà di diaspro nero, nel gergo scientifico chiamata lidite. Essa viene adoperata per saggiare l’oro, dunque per determinarne il titolo.

«Cavasi del medesimo Egitto, e di alcuni luoghi di Grecia ancora, certa sorte di pietra nera detta paragone; la quale ha questo nome, perché volendo saggiar l’oro, s’arruota su quella pietra, e si conosce il colore» (Vasari).

Possasi intendere quindi anche la prova, il cimento in cui l’uomo abbia da mostrare quanto effettivamente egli valga, dunque una gara in cui si misurano due avversarî: «Che farai, Pier da Morrone? Ei venuto al paragone» (Iacopone); «Molte volte i tempi sono paragone degli uomini, i quali non per virtù, ma per loro volgari sono grandi» (Compagni), Che non sono cioè sì grandi, stimati, per effettivi meriti ma per i discorsi ch’essi fanno; «Più volte s’eran già non pur veduti, M’al paragon de l’arme conosciuti» (Ariosto).

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LAPIS LYDIUS

Rubrica di critica d’arte

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